Bio

Che dire di me?

Sono nato nel lontano 1967 e ho vissuto in pieno i bellissimi anni ’80 che forse, e non solo musicalmente parlando, sono stati gli anni migliori.

Gli inizi

A quei tempi, per ascoltare la musica si adoperavano mangianastri, giradischi e chiaramente la radio. I DJs delle discoteche adoperavano

tutti i giradischi Technics 1200 (da poco uscito fuori produzione) che per quasi 40 anni è stato un “Must” per tutti i Disc Jockey, ma il loro costo (circa 800 mila lire degli anni 80) era proibitivo per chi, come me, vole lanciarsi nel mondo della Disco; se poi pensate che ne servivano due…Quindi ci si arrangiava con altri tipi giradischi (spesso quelli degliimpianti stereo casalinghi) e, insieme ad altri amici si metteva insieme quello che si aveva e si andava a “suonare” alle feste di compleanno, feste scolastiche ecc. Era davvero tutto più bello e nonostante qualche volte le casse esplodevano o l’ amplificatore fondeva, ci si era divertiti lo stesso.

Si inizia a fare sul serio

Passa qualche anno e, grazie anche a qualche contributo “Familiare” arriva il primo 1200 seguito, dopo un annetto, dal secondo…e da qui in poi le cose cambieranno radicalmente: i “Piatti” (cosi si chiamano nel gergo del DJ) sono una meraviglia e le puntine stabilissime. Al salto di qualità del materiale segue un immediato balzo nelle tecniche di mixaggio e in breve tempo mi feci largo tra i DJs isolani emergenti di quel tempo. Grazie anche a Pietro Di Meglio, meglio noto come “Il Francesino” iniziai a suonare come suo secondo al “Charlie” che era il locale di tendenza del momento insieme al vecchio “Valentino” .

La prima gara

Fin da piccolo sono stato un tipo che ha amato le sfide e mettersi in competizione e quando si è presentata l’occasione di combinare la passione per la musica con il mio agonismo, non mi sono lasciato sfuggire l’occasione e, nel 1989, grazie al negozio di dischi “Exess” che organizzò il primo “Pick up d’oro” partecipai alla mia prima (e prima sull’isola d’Ischia) DJ Battle. La preparazione fù meticolosa ed ogni mossa era prevista, nulla doveva essere lasciato al caso…già nel primo pomeriggio tutti i partecipanti erano in attesa per le prove generali e, facendo attenzione a non rivelare agli altri tutta la routine, feci solo un paio di “passaggi”. Ormai è ora: tutto è pronto e la giuria presieduta dall’ allora campione italiano Andrea Gemolotto in arte “Cutmaster G” era pronta ad assistere alle nostre performance. Dopo i Sets dei vari DJs, tutto dipendeva dalla giuria. Poche decine di minuti e il verdetto che mi dichiarò vincitore allentò la pressione di tutti i partecipanti e dopo le premiazioni di rito…tutti a ballare la bellissima musica chegli anni 80 ci hanno regalato. Vincere fù un esperienza emozionante…ma la cosa più proficua della serata, fù vedere l’esibizionedell’ allora campione italiano DMC (associazione che riunisce i migliori DJs di tutto il mondo)
“Cutmaster G” che aveva da poco disputato le finali mondiali piazzandosi all’ ottavo posto. Vederlo in azione rivoluzionò il mio modo di vedere l’ arte del DJ: le DJ Battles.

Tentar non nuoce

L’anno successivo(il 1990)  ero già iscritto alla DMC e, grazie anche alla mia perseveranza negli allenamenti, al primo tentativo raggiunsi le finali del sud Italia che si tennero al “Kiss Kiss” di Napoli. Strano a dirsi, ma ero meno teso della gara di Ischia grazie anche ai tanti Disc Jockey che conobbi tra cui Cesare Tripodo di Bari (DJ Trip) che, dopo essersi laureato campione Italiano,  mori in un incidente stradale il 27  ottobre 1991 (R.I.P. Bro). Questa volta  la  concorrenza era molto più preparata e sapevo che non sarebbe stato facile, ma dovevo fare esperienza…Arriva il momento della competizione ed ebbi la sfortuna di esibirmi per secondo (in questo campo è difficilissomo rompere il ghiaccio) ma andò tutto bene tanto è vero che alla fine del DJ set, rinunciai a fare una cosa spettacolare ma un po a “rischio” per una più semplice ma più sicura. I primi tra calssificati sarebbero andati direttamente alla finale nazionale di Bologna…ebbene…arrivai terzo a pari punti con DJ Nico e l’ organizzatore del DMC Italia (Ivo Morini che saluto tantissimo) mi disse che, dal momento che DJ Nico aveva già partecipato l’anno precedente, aveva diritto di qualificarsi. Sembra il triste finale di un Film, ma era la dura realtà……..ero fuori per un soffio. Tutti a cena insieme e tanto divertimento…con alcuni mantengo ancora i contatti (Simone Cavagnuolo, Lello Romano, lo stesso DJ Nico) e porto ancora nel cuore i ricordi indimenticabili di quei momenti.

Profeta in Patria…

Appena venni a conoscenza della notizia che prima della fine dell’anno (siamo sempre nel 1990) ve ne sarebbero state ben due, rispolverai i 1200 (abbandonati per un po) e ritornai ad allenarmi ore ed ore al giorno per preparare due diversi DJ Sets per le rispettive competizioni che si sarebbero tenute entrambe nel mese di dicembre. Forte dell’ esperienza della semifinale italiana, non lasciai niente al caso e vinsi entrambe le competizioni alla seconda delle quali ricevetti anche i complimenti del campione italiano DMC 1990 Francesco Zappalà e il premio per la migliore esibizione tecnica a lui dedicato.

…E per lungo tempo

Difesi il titolo anche nel 1991 e mi riconfermai al verticeerano gli anni in cui provavo e riprovavo routines in continuazione fino a consumare le tracce sui vinili… ora ricordo quei tempi come “The golden age”

E vincendo altre DJ Battle si arriva al 1993, anno in cui la DJ Battle Isolana si svolse sotto l’ insegna dell’ Associazione Italiana Disc Jockey (sponsorizzata dalla Media Records) e ospitò  un DJ che proveniva da oltre i confini Campani e addirittura dalla Sicilia: DJ Raf.  La manifestazione prevedeva due serate: la finale alla discoteca “Area” di Forio d’ Ischia e quella successiva in una discoteca di Capri (di cui non ricordo il nome) in cui il vincitore si sarebbe poi esibito e confrontato con i vincitori di altre categorie. Sapevo anche che questa sarebbe stata la mia ultima DJ Battle e volevo ritirarmi alla grande…Mi preparai meticolosamente come al solito e anche se questa volta fu dura visto l’ alto livello di preparazione di DJ Raf, autore di una routine davvero spettacolare ed “incendiaria” , riuscii a spuntarla nuovamente vincendo la manifestazione. Colgo l’ occasione per salutare DJ Raf con il quale, nonostante lavori in una famosa radio Newyorkese, ho ancora ottimi rapporti. La sera successiva miesibii a Capri dove la giuria era composta dal pubblico presente (numerossissimo) che avrebbe proclamato il vincitore a suon di applausi…Bissai il successo di Ischia e chiusi il periodo delle DJ Battles in bellezza

DJggR            vs         DJ Raf

Il ritiro

Ho continuato a suonare in diverse Disco Isolane per qualche anno ancora (fino al 96-97) fino a quando i CD non sostituirono del tutto i vinili che erano divenuti introvabili e costosissimi;  Non mi è mai piaciuto usare i CD e i lettori per i DJ set e questo, insieme al fatto che di li a qualche anno mi sarei sposato, mi fece del tutto abbandonare la consolle. Tutte le cose belle finiscono ed è stato cosi anche per questo “brillante” periodo della mia vita durante il quale ho conosciuto persone fantastiche,  ho allargato i miei orizzonti musicali e non, ho contibuito a dare vita insieme ad altri DJs, a competizioni spettacolari e di alto livello tecnico; In altre parole…mi sono divertito come un matto.

Il ritorno

Con l’ avvento di internet, la diffusione dei computer e delle tecnologie digitali tutto è cambiato radicalmente; navigando per la rete, iniziai a vedere che alcuni produttori, stavano mettendo in commercio dei sistemi per controllare gli mp3 con dei vinili codificati…stavano nascento i Vinyl Controllers come il “Final Scratch” della Stanton, il “Serato Live” della Rane, il “Traktor Scratch pro” della Native Instruments e altri ancora. Una vera manna dal cielo per me: potevo tornare ad usare i vinili…

Continua

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